Con questo articolo proverò a dare un circuito d’allenamento creato appositamente per creare Transfer dal gesto funzionale al gesto atletico in periodo pre-agonistico.

Buona lettura!

Sciuto

Articolo scritto da Graziano Sciuto e rifinito da Enrico Cravanzola

Cos’è il Transfer?

Tradotto letteralmente significa “Trasferimento”, ovvero spostamento di qualcosa da una posizione A ad una posizione B.

Riportando tale significato in ambito della preparazione atletica per sport da combattimento (SdC), ci dovrà essere un vero e proprio trasferimento delle capacità condizionali acquisite nel periodo preparatorio aspecifico, riuscendo ad applicarle nel gesto atletico specifico in fase agonistica.

Tradotto con un esempio: se abbiamo un thai-boxer che riesce a spingere 120-130 kg di squat con bilanciere, ma poi la stessa forza applicata al bilanciere non riesce ad esprimerla al meglio in un qualsiasi gesto atletico come ad esempio il low kick, è evidente che c’è qualche problema.

Pertanto sarà compito del preparatore saper creare dei protocolli d’allenamento atti a creare il giusto transfer al fine di non rendere vano il lavoro fatto durante il periodo preparatorio aspecifico.

Passiamo alla pratica

Qui di seguito voglio quindi mostrarvi una proposta d’allenamento a circuito per creare transfer nel gesto atletico specifico del pugno.

Stavolta non mi limiterò a scrivere solo gli esercizi e le ripetizioni ma vi spiegherò anche il perché questa sequenza di esercizi.

Esempio di routine di allenamento:

Warm Up (riscaldamento)

Salti con la corda corda & mobilità articolare

 

Workout:

3/5 Round

5 rep Squat con bilanciere

2′ Power Swing

5 rep*lato Rubber Band Squat&Rotation

5 rep*lato Medball Rotate&Boost

2′ Boxe al Sacco

 

Il protocollo d’allenamento presentato serve per creare transfer sull’efficienza ed efficacia del pugno.

 

Probabilmente ti starai chiedendo: Ma perché inserire gli squat se ci stiamo focalizzando sul pugno?

La risposta è più semplice del previsto:

Da dove arriva la vera potenza del pugno? Esatto, dalle gambe!!!

Non per niente la funzione principale della catena estensoria dell’anca è appunto la propulsione. Non per niente negli arti inferiori abbiamo i muscoli più grossi e potenti del nostro organismo.

Come nel gesto del pugno, la forza viene dalle gambe anche per la maggior parte dei gesti atletici, fermati un attimo a riflettere: un giocatore di basket che movimento fa quando si prepara a lanciare la palla? Ed un pallavolista? Un tennista? Un golfista invece?

Un po’ di dati

Quanto detto fino ad ora, ovviamente, è ben noto in letteratura scientifica. Come illustrato nella tabella riportata sotto, più un pugile è abile e più riesce a generare potenza nei suoi colpi tramite il movimento di gambe.

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In percentuale, la rotazione del tronco e la spinta con la gamba posteriore generano un potenza molto simile (rispettivamente il 37 ed il 38% della potenza totale). L’estensione delle braccia è ciò che genera meno potenza negli atleti di alto livello (24%) e, al contrario, più potenza nei principianti (quasi il 38%).

Tutto parte dalle gambe. Gli americani dicono “LEGS DRIVE MOVEMENT” ed è la sacrosanta verità.

Spiegazione e indicazioni generali

Quindi:

  • Inizio con lo Squat per lavorare sulla propulsione in modo aspecifico;

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    Back Squat con bilanciere
  • Segue il Power swing, per lavorare su propulsione, stabilizzazione del core e trasferimento dell’energia al kettlebell attraverso le braccia;

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    Power Swing con KettleBell
  • Terzo esercizio, si continua a lavorare per come si è fatto fin’ora, inserendo però anche le componenti rotazione e controllo dinamico del core, fondamentali nel lavoro di schivata e contrattacco, e la componente resistente e destabilizzante dell’elastico, utile al lavoro di ottimizzazione del pugno;

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    RubberBand Squat&Rotate
  • Med Ball Rotate&Boost, si lavora su reattività, pliometria e rotazione con il lancio dinamico della palla medica, cercando contestualmente di attenuare gli effetti negativi che nel lungo periodo può dare il ritorno elastico della rubber band dell’esercizio precedente;

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    MedBall Rotate&Boost
  • Ultimo esercizio, si lavora sul gesto atletico dello sport praticato (specificità)

Avete notato che non ho inserito la distensione su panca piana? Sapete il perché?

La panca piana in sé per sé è un esercizio che toglie molte energie ed affatica tutta la prestazione del cingolo scapolo-omerale e della catena trasversa, quindi inserendola nel circuito d’allenamento avrei ottenuto proprio l’opposto dell’effetto ricercato, braccia stanche e pugni lenti.

Intanto questo è proprio quello che si vede ogni tanto in giro, panca piana al multipower “esplosiva” ed a gambe alzate per “isolare” il movimento e lavorare di più sul pettorale seguita da una sessione di shadow boxing con i pesetti da 2 kg.

 

Buona riflessione e buon allenamento!

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Referenze e approfondimenti

Graziano S. – Le caratteristiche del fighter, parte 1 (2018)

Graziano S. – Le caratteristiche del fighter, parte 2 (2018)

Cravanzola E. – La periodizzazione dell’allenamento: teoria e pratica (2016)

Cravanzola E. – La forza nello sport e in palestra: consigli ed errori da evitare (2016)

Cravanzola E. – Metodi di potenziamento per gli sport da combattimento (2015)

Cravanzola E. – Preparazione atletica per sport da combattimento: cinque consigli (2016)

Cravanzola E. – Sport da combattimento e allenamenti errati (2015)

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