Articolazioni: le basi da conoscere

Tutte le ossa dello scheletro si uniscono tra di loro attraverso articolazioni, o per continuità o per contiguità.

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Le articolazioni continue prendono il nome di sinartrosi dove la continuità è caratterizzata dalla interposizione di un tessuto cartilagineo fibroso (sono la maggioranza delle articolazioni). Quelle per contiguità invece, prendono il nome di diartrosi, o giunture sinoviali, e sono formate da due capi articolari, una capsula articolare ed una cavità articolare. I capi articolari sono rivestiti da uno strato di cartilagine (più frequentemente ialina che fibrosa), di spessore variabile da 0,2 a 0,5 mm, che conferisce quella caratteristica d superficie liscia. La capsula articolare, lassa oppure tesa, è strutturata all’interno con due strati di membrana sinoviale e all’esterno con una membrana fibrosa. Nella membrana sinoviale prendono posto anche strutture nervose e vasi sanguigni. La cavità articolare infine, è uno spazio a forma di fessura contenente il liquido sinoviale che, oltre ad avere la capacità di lubrificare l’articolazione, nutre la cartilagine articolare.

Le cartilagini si compongono ancora:

  • legamenti che, a seconda del loro compito, si distinguono in legamenti di rinforzo, se aiutano a consolidare la capsula articolare; legamenti di conduzione per la trasmissione di movimenti e legamenti di arresto, se hanno la funzione di limitare i movimenti;
  • borse e guaine articolari, le cui dimensioni variano a seconda dell’articolazione; possono comunicare con la cavità articolare;
  • dischi e menischi articolari, che si frappongono tra due capi articolari al fine di migliorare il contatto fra gli stessi, sono formati da tessuto connettivo fibroso e da cartilagine;
  • labbra articolari, sono costituite da tessuto connettivo fibroso ed hanno lo scopo di aumentare la superficie articolare.

A seconda del loro grado di mobilità, di libertà e al numero di capi articolari, le articolazioni prendono il nome di articolazioni semplici, se consistono in due capi articolari circondati da una capsula, oppure composte se nella stessa capsula si trovano più capi articolari. Inoltre, la conformazione anatomica classifica le articolazioni nella seguente maniera:

  • articolazione piana o artrodia: frapposta tra due capi articolari di tipo piatto, come ad esempio quelle vertebrali;
  • articolazione a troclea o ginglimo articolare: si compone di capo articolare concavo e di quello convesso;
  • articolazione a sella: quando i due capi articolari, presentano una curvatura doppia simile ad una sella;
  • articolazione sferica o enartrosi: costituita da due capi articolari, uno di tipo concavo e l’altro di tipo convesso;
  • articolazioni della colonna vertebrale: la cui struttura nel complesso è costituita da 33-34 vertebre allineate in un unico asse con predisposizione di tipo piramidale; distanziate tra loro da dischi fibro-cartilaginei chiamati dischi intervertebrali; la funzione è quella di permettere alle vertebre di scivolare sul proprio piano d’appoggio o ammortizzare le compressioni evitando l’attrito meccanico tra le vertebre. Le vertebre sono divise in: cervicali (7), toraciche (12), lombari (5), sacrali (5), coccigee (4-5).

colonna_vertebrale

Le vertebre presentano un corpo principale di tipo cilindrico da cui derivano due protuberanze laterali chiamate apofisi trasverse, le quali danno origine, attraverso la fusione con le lamine, alla apofisi spinosa. Collegati al corpo principale, la vertebra presenta due prolungamenti situati appena dietro l’apofisi spinosa chiamati peduncoli. La struttura apofisaria presenta un foro, chiamato foro vertebrale, dove passa il midollo spinale che va a sfociare nel cranio. Un’ultima tipologia di articolazione è quella rigida o anfiartrosi, caratterizzata da un’escursione articolare ridottissima a causa dei legamenti che la rivestono, i quali impediscono più gradi di escursione (es. articolazione sacroiliaca).

Le articolazioni sono soggette ad usura a causa della degenerazione cartilaginea che si verifica per una non appropriata non capillarizzazione che, nel tempo, favorisce la perdita di plasticità propria della cartilagini, producendo patologie artrosiche degenerative.

 

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oc

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Referenze e approfondimenti

Weineck J. – Biologia dello sport (2013)

Urso A. – Le basi dell’allenamento sportivo (2012

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