EPO: dalla fisiologia al suo utilizzo nello sport

Tanti, troppi parlando di doping si mettono in bocca la parola EPO ma pochi in realtà sanno di cosa si tratti. Buona lettura!

EPO

L’acronimo EPO non é altro che l’abbreviazione della parola eritropoietina, un ormone glicoproteico prodotto naturalmente dai reni, dal fegato ed in misura molto minore dal cervello. La sua funzione principale é la regolazione dell’eritropoiesi, cioé la produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo.

L’esistenza di questo ormone fu ipotizzata all’inizio del XX° secolo, ma le sperimentazioni in laboratorio per clonarlo e testarlo sugli animali, e successivamente sull’uomo, partirono solamente negli anni 80.

L’EPO umana presenta una catena di 165 aminoacidi con tre N-glicosilazioni ed una O-glicosilazione, invece l’eritropoietina di sintesi, per quanto riguarda le dimensioni, il numero complessivo, il grado di ramificazione e la posizione delle glicosilazione, differisce un po’ da quella umana.

Utilizzi medici

L’eritropoietina é stata resa disponibile sotto forma di farmaco a partire dal 1989, inizialmente veniva utilizzata solo per le cure dei pazienti anemici in emodialisi (eritropoietina ricombinante rHuEPO), poi fu commercializzata in più forme, per curare un maggior numero di patologie.

L’EPO, somministrata tramite iniezioni sottocutanee o endovenose, in medicina è utilizzata per trattare numerose forme di anemia e sembra avere effetti positivi anche sulla salute di alcuni organi interni

Impiego nello sport

L’EPO é utilizzata a fini dopanti, quindi illegalmente, per incrementare il trasporto di ossigeno, un fattore importantissimo in molti sport, soprattutto quelli di endurance. L’assunzione di eritropoietina alza il VO2max, la soglia lattacida migliora la respirazione cellulare. È quindi facile intuire come la sua utilità sia maggiore negli sport di endurance. I primi a notare gli effetti di questo ormone sulla performance sportiva furono gli studiosi Ekblom e Berglund a inizio anni 90, riconducendo le somministrazioni di eritropoietina (20-40 IU/kg alla settimana) ad un notevole aumento del massimo consumo di ossigeno (VO2 max) [1]. La sua produzione endogena può anche essere incrementata naturalmente, effettuando dei training camp ad alta quota (come spiegato in questo articolo).

Gli sport con il maggior numero di test anti-doping violati a causa di livelli anomali di eritropoietina sono il ciclismo, atletica, sci, triathlon e gli sport di squadra.

Tutte le eritropoietine in vendita, hanno un’attività della durata di qualche ora, sono ritrancciabili per pochi giorni ma causano un innalzamento dei livelli di globuli rossi per svariate settimane. Normalmente é relativamente semplice eludere i controlli, a causa della difficoltà nel rilevate questo ormone. A meno che non si ricorra al passaporto ematologico, quest’ultimo consiste nella misurazione ripetuta di alcuni parametri quali l’emoglobina, ematocrito, reticolociti e STFR. Se ad esempio, fra una misurazione e l’altra, ci fosse una variazione consistente (%) di uno o più parametri, quella sarebbe la prova di una manipolazione esogena. Ad sempio, “la Federazione internazionale Ciclismo (UCI) e la Federazione internazionale sci (FIS) hanno emanato il divieto di superare determinati valori limite di emoglobina e di ematocrito. L’UCI utilizza come valore limite da non superare un valore di ematocrito pari al 50 %. La FIS, invece, utilizza come valore limite quello dell’emoglobina, pari a 16,5 g su 100 ml di sangue per le donne e 18,5 g su 100 ml di sangue per gli uomini” [2].

Gli atleti dopati, utilizzano l’eritropoietina alla dose di 25/100 UI/kg di peso ogni 2-3 giorni tramite iniezioni per periodi che vanno dalle due alle otto settimane consecutive. Spesso, per favorire il lavoro di questo ormone, ai cicli viene abbinata l’assunzione di ferro in pastiglie. Una volta raggiunto il picco di EPO, ai fini del mantenimento ne vengono somministrate dosi molto modeste, più difficilmente rintracciabili dai controlli dell’anti-doping.

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Concentrazione dell’eritropoietina nel siero ematico di un soggetto di sesso femminile dopo una somministrazione di 100 UI/kg di EPO. Possiamo notare che i valori di quest’ultima schizzano alle stelle per 48 h circa, per poi tornare via via stabili, in questo frangente l’EPO sarebbe facilmente rintracciabile dai controlli anti-doping [3]
L’EPO di sintesi alfa (Epoetina α) e quella beta (β) hanno un’attività rispettivamente di 20 e 24 ore.

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Benché abbia a che fare con l’ossigeno e l’acronimo sia simile, l’eritropoietina non va confusa con l’EPOC (aumento del consumo di ossigeno post allenamento).

Dynepo, l’EPO di seconda generazione

La Dynepo, anche nota come EPO di seconda generazione, è una variante dell’eritropoietina, sintetizzata tramite il DNA ricombinante e con cellule umane. La Dynepo è meno diffusa rispetto all’eritropoietina classica e alla sua ultima generazione (paragrafo seguente).

C.E.R.A, l’EPO di terza generazione

La C.E.R.A. (continuous erythropoietin receptor activator) è conosciuta ai piú come EPO di terza generazione. Volendo semplificarne la definizione, essa non è altro che dell’eritropoietina con la catena di aminoacidi modificata. È utilizzata in ambito terapeutico da circa un decennio tramite farmaci come la “Micera” e si è subito dimostrata efficente, garantendo ai pazienti un’emivita superiore a quella dell’EPO tradizionale (ne deriva un numero inferiore di iniezioni mensili) [4] e scaturendo un numero di effetti collaterali inferiore rispetto a quelli derivanti dalla somministrazione di eritropoietina [5].

Riguardo al suo utilizzo nello sport, la WADA non ha tardato ad aggiungere la C.E.R.A. alla lista delle sostanze proibite, muovendosi immediatamente per aggiornare e cercare di migliorare i test anti-doping [6].

Effetti collaterali
  • Trombosi
  • Ipertensione
  • Ictus
  • Arresto cardiaco*
  • Tumori

*Un abuso di EPO può portare ad arresti cardiaci improvvisi, questo perché l’eritropoietina aumenta l’ematocrito (HCT) tanto da provocare un grande accrescimento del numero di globuli rossi nel sangue (policitemia). Di conseguenza, il sangue si presenta più viscoso e tutto questo insieme di fattori aumenta il rischio di coagulazione, la quale porta a problemi cardiaci, specialmente durante il sonno (momento in cui la frequenza cardiaca si abbassa).

Questo articolo é a scopo puramente divulgativo, quanto riportato sopra é da considerarsi libera informazione e non vuole invitare in alcun modo le persone ad assumere sostanze che ricordo essere dannose e illegali.

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Referenze

Sacchi N. – Farmaci e doping nello sport (2014)

Van der Kooij et al. – Neuroprotective properties and mechanisms of erythropoietin in in vitro and in vivo experimental models for hypoxia/ischemia (2008)

[1] Ekblom B. et al. – Effect of recombinant human erythropoietin treatment on blood pressure and some haematological parameters in healthy men (1991)

[2] Wilhelm Schanzer – Rivista di cultura sportiva, scuola dello sport – CONI, (1998)

[3] Schänzer – Aktuelle Probleme und Tendenzen im Doping (1997)

[4] Kessler M. et al. – C.E.R.A. once every 4 weeks in patients with chronic kidney disease not on dialysis: The ARCTOS extension study (2010)

[5] Locatelli F. et al. – C.E.R.A. safety profile: a pooled analysis in patients with chronic kidney disease (2010)

[6] Lamon S. et al. – A high-throughput test to detect C.E.R.A. doping in blood (2009)

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