Capacità coordinative negli sport da combattimento: un quadro generale

Torniamo a parlare di sport da combattimento, trattando le capacità coordinative e la loro applicazione nella boxe, MMA, kickboxing, lotta, brazilian jiu jitsu, ecc.

Buona lettura!

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Cosa sono le capacità coordinative?

Come già spiegato in passato, le capacità coordinative dipendono dalla dimensione intellettiva, cognitiva ed emozionale della persona. Sono capacità poste alla base dell’apprendimento motorio e nel lungo termine portano un’atleta ad un’evoluzione, se sviluppate come si deve lo rendono incredibilmente più “completo” rispetto agli altri individui. Sono le seguenti:

  • abbinamento dei movimenti = assicura un’organizzazione finalizzata del movimento corporeo che porta all’integrazione dello spazio e del tempo, alle proprietà dinamiche del movimento e alla loro subordinazione del compito motorio eseguito da tutto il corpo;
  • capacità di differenziazione motoria = consiste in una precisa percezione di forza, spazio e tempo nell’esercitazione di attività motorie e nel considerare le soluzioni più efficaci per l’intero compito motorio;
  • capacità di mantenere l’equilibrio = capacità che permette di tenere in stato di equilibrio tutto il corpo, di mantenere tale stato o di recuperarlo dopo spostamenti, anche molto ampi, del corpo;
  • capacità di orientamento = capacità di determinare, e cambiare nello spazio e nel tempo, la posizione e i movimenti del corpo, riferiti ad un campo d’azione definito;
  • capacità di ritmizzazione = si intende la capacità di comprendere un ritmo proveniente dall’esterno, riuscire a riprodurlo dal punto di vista motorio e anche di riuscire a dare ritmo alla propria attività motoria;
  • capacità di reazione = capacità di iniziare ed eseguire rapidamente, dopo un segnale ottico, o uditivo, azioni motorie nel modo più adeguato e nel minor tempo possibile. la trasformazione dell’energia luminosa in impulsi nervosi dura 30 ms di più della trasformazione dell’energia sonora in impulsi nervosi. A sua volta questa capacità si divide in semplice (movimenti scarsi di una parte del corpo) e complessa (movimenti parziali o globali del corpo associati a richieste di coordinazione che debbono essere eseguite assai rapidamente);
  • capacità di trasformazione = permette, sulla base dei cambiamenti della situazione che sono stati percepiti o previsti, di adattare il programma di un’azione motoria che si sta eseguendo alle nuove circostanze, oppure di proseguirla in modo completamente diverso;

Ovviamente queste capacità non lavorano quasi mai singolarmente. Ogni gesto atletico coinvolge, in maniera più o meno marcata, un numero elevato di capacità coordinative. Esattamente come per le capacità condizionali (forza, velocità, resistenza), le cap. coordinative, benché influenzate da fattori ereditari (genetici), sono comunque allenabili.

Per quanto riguarda gli sport da combattimento, alcuni autori si distaccano dalle classificazioni più accademiche e parlano di esse come l’organizzazione, la modulazione ed il controllo dei movimenti.

Le capacità coordinative vanno allenate fin dall’inizio del macrociclo di allenamento. Senza utilizzare chissà quali particolari mezzi, si possono allenare i gesti tecnici, ripetendoli e rendendoli via via più “puliti” (sprawl, tecniche di pugno, high kick, proiezioni di vario genere). Il lavoro può essere reso più complicato invertendo la guardia (cosa tra l’altro utile per un discorso posturale), eseguendo le tecniche di seguito e a diverse velocità, anche su superfici instabili. Riguardo a quest’ultimo punto potrebbe essere utile la seguente lettura: Allenamento della propriocezione per la prevenzione degli infortuni.

La continua ripetizione dei gesti tecnici fa sì che il sistema neuromuscolare “memorizzi” lo schema motorio e lo esegua in maniera sempre più efficace. Una volta che lo schema motorio è ben gestito l’organismo, in una certa misura, si abituerà agli stimoli allenanti, rendendo l’esecuzione di certe tecniche meno dispendiosa a livello energetico (trattasi di economia del gesto).

La capacità di reazione può essere sviluppata tramite impulsi sonori e visivi esterni (segnali acustici elettronici, battiti di mano, oggetti da evitare, coordinazione oculo-manuale). Qui sotto alcuni esempi…

Esercizio propriocettivo monopodalico. Dentro ad esso ci troviamo numerose cap. coordinative, dalla capacità di mantenere l’equilibrio alla capacità di orientamento.

In quest’altro video sono presenti delle esercitazioni interessanti su bosu (sfera instabile) che chiamano in gioco quasi tutte le capacità coordinative elencate ad inizio articolo.

Colpi e schivate su superfici instabili (foto presa da qui).

Bosu SdC

Capacità di reazione.

Ancora capacità di reazione, questa volta più specifica.

Coordinazione oculo-manuale.

Va da sé che, anche grazie ad un minimo di fantasia, è possibile far eseguire agli atleti una miriade di esercizi, più o meno specifici, che hanno come fine il consolidamento e/o il miglioramento delle capacità coordinative.

Grazie per l’attenzione e buon allenamento!

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oc

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Referenze

Weineck J. – Biologia dello sport (2013)

Carli D., Di Giacomo S. e Porcellini G. – Preparazione atletica e riabilitazione (2013)

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