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Molto spesso si sentono nominare in qualunque sport capacità come la resistenza, la forza ecc. ma raramente chi le nomina sa che queste fanno parte della famiglia delle capacità condizionali.
Prima di definirle una per una peró occorre fare un passo indietro, parliamo quindi di abilità motorie. Ovvero? “L’abilità motoria (motor skill) è un movimento che dipende, per la sua esecuzione, della pratica e dall’esperienza e tutt’altro che geneticamente determinato. É un movimento appreso ed è una componente essenziale dello sport, il quale abilità un soggetto a produrre determinati risultati con la massima convinzione e, spesso, con il minimo dispendio di energie” (Kent, 1996). Le abilità motorie sono associate all’attività del muscolo e sono presenti anche nelle normali situazioni di vita quotidiana.

Da qui si passa poi al concetto di capacità motorie, tratti ereditari di base sottostanti a più abilità e strettamente collegate agli aspetti organici e strutturali. “Presupposti della prestazione motoria di un soggetto, determinati prevalentemente dai processi di controllo dle movimento” (Blume, 1981).

Le capacità di un individuo sono determinate geneticamente e sono alla base delle prestazioni di una miriade di abilità motorie.

Il mondo delle abilità motorie è assai vasto e ritengo che meriti un futuro articolo ma ora mi concentrerò sulle capacità.

Le capacità possono essere di due tipi: condizionali e coordinative.

Le prime, dette anche organico-muscolari, dipendono soprattutto dalla dimensione biologica e fisiologica della persona, agiscono sui grandi apparati (cardio-circolatorio, respiratorio, muscolare) e possono essere sensibilmente modificate tramite l’allenamento (forza, resistenza, rapidità).

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Sopra il grado di allenabilità delle capacità condizionali (e della mobilità articolare) in base all’età [1]

Quelle coordinative, invece, dipendono dalla dimensione intellettiva, cognitiva ed emozionale della persona. Sono capacità poste alla base dell’apprendimento motorio e nel lungo termine portano un’atleta ad un’evoluzione, se sviluppate come si deve lo rendono incredibilmente più “completo” rispetto agli altri individui. Eccone l’elenco: differenziazione, reazione, ritmizzazione, orientamento, equilibrio, abbinamento dei movimenti e trasformazione.

Il livello e lo sviluppo delle capacità motorie determina l’acquisizione delle abilità, mentre l’affinamento ed il consolidamento delle skills, aumenta il livello delle capacità.

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Forza = una forza si manifesta come un’interazione fra almeno due corpi che altera il loro stato di moto, cioè la loro velocità. La forza muscolare invece, è quella capacità motoria che permette di vincere una resistenza o di opporvisi tramite lo sviluppo di tensione da parte della muscolatura. Questa capacità condizionale a sua volta si divide in:

  • Forza massimale: rappresenta il più alto grado di forza che il sistema neuromuscolare ha la possibilità di esprimere in una massima contrazione volontaria
  • Forza reattiva: conosciuta anche come forza elastica (o eccentrico-riflessa) è la capacità dell’organismo di riuscire a realizzare in un tempo brevissimo il massimo impulso di forza concentrica dopo un movimento eccentrico
  • Forza veloce: per alcuni potenza, forza rapida o forza esplosiva, rappresenta la capacità del sistema neuromuscolare di muovere il corpo e le sue parti (es. arti superiori, inferiori) oppure oggetti (bilancieri, palloni, dischi) alla massima velocità
  • Forza resistente: capacità dell’organismo di resistere ad un carico di lavoro protratto nell’arco di tempo.

N.B. negli anni i vari autori e studiosi del settore hanno tutti dato la loro personale suddivisione delle varie espressioni di forza, spesso tutte molto simile fra loro. Quella riportata sopra è una suddivisione molto in voga nell’ambiente universitario italiano [2].

La forza concentrica è sempre inferiore a quella isometrica (statica) che a sua volta è inferiore a quella eccentrica (o cedente).

Forza isometrica > max forza concentrica (5-20%)
Max forza eccentrica > forza isometrica (45%)

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Ora veniamo alle altre…

Resistenza = è la capacità psicofisica dell’atleta di opporsi all’affaticamento. Le sue suddivisioni possono essere innumerevoli, da quelle riguardanti la muscolatura impegnata (generale e locale, rispettivamente impegnano 1/7-1/6 e meno di 1/6 dell’intera muscolatura) a quelle specifiche degli sport praticati. In ogni caso ritengo che le manifestazioni più importanti siano le seguenti…

In base alla trasformazione energetica

  • Resistenza aerobica, quando l’ossigeno per la combustione per via ossidativa dei substrati energetici è in quantità sufficiente
  • Resistenza anaerobica, quando l’ossigeno per la combustione per via ossidativa dei substrati energetici è in quantità insufficiente.

In base alla durata temporale

  • Resistenza di breve durata (carichi di resistenza massimale che durano dai 45″ ai 2′)
  • Resistenza di media durata (carichi di resistenza massimale che durano da 2′ a 8′)
  • Resistenza di lunga durata (carichi di resistenza massimale che durano più di 8′).

Rapidità = in senso sportivo, è la capacità di raggiungere, in determinate condizioni, la massima velocità di reazione e di movimento possibili, sulla base di processi cognitivi, di sforzi massimi di volontà e della funzionalità del sistema neuromuscolare. Può manifestarsi in forme pure (rapidità di azione semplice per movimenti aciclici e isolati o rapidità di frequenza per movimenti ciclici) o per forme complesse, queste ultime sono tre

  • Rapidità di forza: capacità di trasmettere in un tempo stabilito il massimo impulso di forza possibile
  • Resistenza alla forza rapida: capacità di opporsi alla diminuzione di velocità dovuta alla fatica in massime velocità di contrazione nei movimenti ciclici contro resistenze elevate
  • Resistenza alla massima forza rapida: capacità di opporsi alla diminuzione di velocità provocata dalla fatica in velocità massime di contrazione nei movimenti ciclici.

N.B. per alcuni autori la terza capacità condizionale non è la rapidità ma la velocità, quest’ultima generalmente  è rivolta a movimenti dell’intera struttura corporea, la prima a movimenti solo di alcune parti del corpo ma ciò, in campo pratico, è tutto da vedere.

Notare comunque come le varie capacità raramente si manifestino singolarmente, in forme assolutamente pure, ma piuttosto in forme miste.

Le capacità coordinative invece, sono determinate dal controllo e dalla regolazione neuromuscolare del movimento. Sono le seguenti: abbinamento dei movimenti, capacità di differenziazione motoria, capacità di mantenere l’equilibrio, capacità di orientamento, capacità di ritmizzazione motoria, capacità di reazione e di trasformazione.

Sono sette in tutto, le prime 5 appartengono alla “famiglia” delle capacità di direzione del controllo e le ultime due quella delle capacità di adattamento motorio.

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Abbinamento dei movimenti = assicura un’organizzazione finalizzata del movimento corporeo che porta all’integrazione dello spazio e del tempo, alle proprietà dinamiche del movimento e alla loro subordinazione del compito motorio eseguito da tutto il corpo.

Capacità di differenziazione motoria = consiste in una precisa percezione di forza, spazio e tempo nell’esercitazione di attività motorie e nel considerare le soluzioni più efficaci per l’intero compito motorio.

Capacità di mantenere l’equilibrio = capacità che permette di tenere in stato di equilibrio tutto il corpo, di mantenere tale stato o di recuperarlo dopo spostamenti, anche molto ampi, del corpo.

Capacità di orientamento = capacità di determinare, e cambiare nello spazio e nel tempo, la posizione e i movimenti del corpo, riferiti ad un campo d’azione definito.

Capacità di ritmizzazione = si intende la capacità di comprendere un ritmo proveniente dall’esterno, riuscire a riprodurlo dal punto di vista motorio e anche di riuscire a dare ritmo alla propria attività motoria.

 Capacità di reazione = capacità di iniziare ed eseguire rapidamente, dopo un segnale ottico, o uditivo, azioni motorie nel modo più adeguato e nel minor tempo possibile. la trasformazione dell’energia luminosa in impulsi nervosi dura 30 ms di più della trasformazione dell’energia sonora in impulsi nervosi. A sua volta questa capacità si divide in semplice (movimenti scarsi di una parte del corpo) e complessa (movimenti parziali o globali del corpo associati a richieste di coordinazione che debbono essere eseguite assai rapidamente).

La capacità di reazione, più di ogni altra capacità coordinativo-condizionale elencata, è prettamente genetica e scarsamente allenabile.

Capacità di trasformazione = permette, sulla base dei cambiamenti della situazione che sono stati percepiti o previsti, di adattare il programma di un’azione motoria che si sta eseguendo alle nuove circostanze, oppure di proseguirla in modo completamente diverso.

Le capacità possono avere infinite applicazione pratiche e di ciò ne parlerò prossimamente. Questo articolo serve semplicemente per dare un’infarinatura generale. Ogni approfondimento, se lo riterrò necessario, avverrà a tempo debito.

Abbiamo parla, a grandi linee, delle capacità condizionali nel primo episodio del nostro Podcast. Potete ascoltarlo gratuitamente a questo link.

Grazie per l’attenzione!

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Referenze

[1] A. Paoli e T. Moro, Strength & Conditioning (n.10, 2014)

[2] Jürgen Weineck, L’allenamento ottimale (2009)

Richard Schmidt e Craig Wrisberg – Apprendimento motorio e prestazione (2000)