Overtraining e sovrallenamento, parole che tutti si mettono in bocca, alle volte anche a sproposito. Ora, partendo dalla fisiologia umana, andremo a capire cos’è il sovrallenamento, quali i fattori scatenanti, i sintomi e come evitarlo. Buona lettura!

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«I was almost relieved when i injured my hamstring and had to curtail my competitive season»

Definizione e cenni di fisiologia sportiva

L’overtraining, o sovrallenamento, è una complessa sindrome psico-fisica nella quale lo sforzo fisico diventa insostenibile per l’organismo, quest’ultimo infatti non riesce più a recuperare dalla fatica accumulata. Ne consegue un calo delle prestazioni atletiche. Alle volte, il sovrallenamento culmina col il rifiuto da parte dell’atleta di allenarsi.

Overtraining

Gli stressors che agiscono durante l’allenamento sportivo causano considerevoli alterazioni all’omeostasi e/o alle funzioni dell’organismo che da essi sono stimolate, determinando una serie di adattamenti fisiologici sia a riposo che sotto sforzo.

Nelle persone comuni, che non vivono di sport, questa sindrome non è data unicamente dall’allenamento ma anche da altri fattori di stress quotidiano (famiglia, impegni lavorativi, eccetera).

L’overtraining non va confuso con l’overreaching (o sovraffaticamento), il quale indica un calo delle prestazioni ma a breve termine, da due o tre giorni ad un paio di settimane [1,2]. In altri termini, potremmo dire che il sovraffaticamento non è altro che un sovrallenamento più lieve.

Overtraining

Come mostrato nel grafico a sinistra, stimoli allenanti eccessivi, già nell’arco di pochi giorni possono alterare il corretto quadro ormonale. Il testosterone ha un netto calo, lo stesso vale per tiroxina (un ormone tiroideo), al contrario il cortisolo (ormone dello stress) schizza alle stelle. L’antagonismo fra testosterone e cortisolo è detto T/E ratio.

Un allenamento massimale che sfocia poi in uno stato di sovrallenamento, riduce la variabilità della frequenza cardiaca [3]. Ad esempio, se il signor Giancarlo durante uno sforzo fisico passa da 140 a 170 bpm (sbalzo di 30 battiti), in uno stato di sovrallenamento, durante il compimento del medesimo sforzo avrà uno “sbalzo” di bpm minore.

Il sovrallenamento arriva ad intaccare persino il sistema immunitario: riduzione delle immunoglobuline salivari IgA, riduzione della funzionalità dei globuli bianchi, riduzione rapporto linfociti T CD4/CD8 (helper/suppresor) ed infezioni virali ricorrenti.

Incidenza del sovrallenamento…

– 70% degli atleti di resistenza ad alto livello nell’arco della loro
carriera [4]

– Più del 50% dei calciatori professionisti durante 5 mesi di stagione
agonistica [5]

– 33% di giocatori di basket durante 6 settimane di sedute di
allenamento [6]

A voler essere pignoli, il sovrallenamento è suddivisibile in due tipologie principali: sovrallenamento simpatico e sovrallenamento parasimpatico. Il primo è associato ad un eccesso di attività anaerobica (quindi intensa) e si “cura” con massaggi, bagni in acqua e recupero attivo (allenamenti leggeri, poco intensi). Invece, quello parasimpatico è attribuito a lavori aerobici molto voluminosi. Per tornare in un buono stato di salute, anche qui è consigliato fare bagni in acqua (possibilmente fredda) e recuperare attivamente con allenamenti poco intensi e poco voluminosi.

Sintomi

I sintomi (e segni) principali del sovrallenamento sono i seguenti:

  • Affaticamento persistente
  • Difficoltà a dormire
  • Dolori muscolari cronici
  • Apatia
  • Difficoltà a concentrarsi
  • Depressione
  • Aumento frequenza cardiaca a riposo
  • Aumento pressione arteriosa a riposo
  • Disturbi gastro-intestinali
  • Perdita di peso
  • Squilibri ormonali
  • Calo delle prestazioni
  • Segni di una disfunzione neuro-endocrina [1] con elementi di dominanza o di riduzione del sistema nervoso simpatico.
Prevenzione e rimedi

Un po’ di indicazioni per prevenire il sovrallenamento…

  • Monitorare parametri come la FC o la pressione a riposo
  • Individualizzare l’allenamento
  • “Giocare” bene con valori allenanti  (intensità, volume, densità, frequenza)
  • Evitare una eccessiva monotonia dell’allenamento
  • Controllare le altre fonti di stress
  • Periodo di scarico (attivo oppure passivo)*
  • Ripresa dell’allenamento moderata (intensità contenuta)
  • Tenere sotto controllo l’alimentazione, l’idratazione ed il sonno
  • Sostenere il sistema immunitario con la vitamina C, D ed i grassi Omega-3
  • Parlare molto con l’atleta, in modo da riceve i feedback sulle sue sensazioni e sul suo stato di salute psico-fisico
  • Nei casi peggiori può essere utile rivolgersi a delle figure esterne (medico, psicologo, nutrizionista) ed effettuare degli esami clinici specifici (ematocrito, emoglobina, azotemia, cortisolo, testosterone, CPK).

*in Medicina dello sport, lo scarico attivo (minor volume e/o intensità di allenamento) è consigliato per l’overreaching e lo scarico passivo (periodo nel quale non ci si allena) per l’overtraining vero e proprio.

Cattura
Riassunto di un po’ tutto quella che è stato detto fino ad ora [7]
Conclusioni

Risulta chiaro che più che alle persone che si allenano per passione 2-3-4 volte a settimana, la popolazione maggiormente esposta al rischio overtraining sia quella degli sportivi professionisti. I professionisti possono arrivare ad allenarsi anche tre volte al giorno e proprio per questo motivo è di fondamentale importanza monitorare tutti i parametri precedentemente citati ed avere sempre un buon dialogo con gli atleti.

Buon allenamento!

.

oc

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Referenze

Parodi G. – Medicina dello sport (Dispense Universitarie SUISM)

Weineck J. – Biologia dello sport (2013)

Wilmore e Costill – Fisiologia dell’esercizio fisico e dello sport (2005)

Armstrong L. E. et al. – The unknown mechanism of the overtraining syndrome: clues from depression and psychoneuroimmunology (2002)

Budgett, R. – Fatigue and underperformance in athletes: the overtraining syndrome (1998)

Budgett, R. – Overtraining syndrome (1990)

James D. V. B. et al. – Heart rate variability: Effect of exercise intensity on postexercise response (2012)

Kreher, J. B. et al. – Overtraining Syndrome: A Practical Guide (2012)

Burnstein B. D. – Sympathetic vs Parasympathetic overtraining – Selecting the proper modality to maximize recovery (2017)

[1] Fry A. C. – Resistance exercise overtraining and overreaching. Neuroendocrine responses (1997)

[2] Kuipers H. et al. – Overtraining in elite athletes. Review and directions for the future (1988)

[3] Uusitalo A. L. et al. – Heart rate and blood pressure variability during heavy training and overtraining in the female athlete (2000)

[4] Morgan et al. – Psychological monitoring of overtraining and staleness (1987)

[5] Lehmann M. et al. – Training-Overtraining: Influence of a Defined Increase in Training Volume vs Training Intensity on Performance, Catecholamines and Some Metabolic Parameters in Experienced Middle- And Long-Distance Runners (1992)

[6] Verma S. K. et al. – Effect of four weeks of hard physical training on certain physiological and morphological parameters of basket-ball players (1978)

[7] Mackinnon L. et al. – Overtraining (1991)

https://www.elitefts.com/education/overtraining-a-molecular-perspective/