Lo squat, è probabilmente l’esercizio più famoso in assoluto. Rappresenta uno schema motorio di base (accosciata) ed è svolto sia con sovraccarichi (bilancieri o manubri) che a corpo libero (air squat). Come ogni esercizio multiarticolare è fortemente influenzato dalle caratteristiche anatomiche individuali che , almeno per quanto riguarda l’apparato locomotore passivo, sono ereditarie e non modificabili.

Questo schema motorio i bambini lo possiedono fin da piccoli, non è infatti raro vedere sul web foto e video di essi mentre “squattano”.

Oltre alla questione scheletrica, lo squat dipende anche dalla flessibilità muscolare e da fattori neurali, come ad esempio la corretta attivazione di determinati muscoli in certe fasi del movimento, ma ora ci interessa solo il primo punto.

Troppo spesso, erroneamente, si guarda l’ottima accosciata dei bambini e si fanno dei paragoni con quella imperfetta di quasi tutte le persone adulte, dando la colpa di questo peggioramento alla sedentarietà ed all’inferiore mobilità articolare. Benché ciò non sia del tutto errato, è sciocco soffermarsi solo su questi due fattori.

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Cambiamenti della struttura scheletrica e variazione dei segmenti corporei con la crescita (Demer, 1981)
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Diversità nel rapporto tra testa e statura secondo l’età (Demer, 1981)

Come si può notare nelle due illustrazioni sopra, il rapporto fra i vari segmenti corporei durante la crescita varia moltissimo. In primis, se ci concentriamo sulle gambe, noteremo come il rapporto fra tibia e femore si modifichi parecchio. I bambini squattano divinamente perché hanno una distribuzione del peso diversa dagli adulti (basti guardare il testone*) ed una tibia molto lunga rispetto al femore.

*In un uomo adulto, con un peso nella media (70 kg per esempio) la testa rappresenta indicativamente il 10% del peso corporeo totale, nel neonato invece arriva addirittura ad essere 1/4 del peso corporeo totale (25% circa).

Non è un caso che tanti powerlifters e/o pesisti particolarmente bassi riescano ad eseguire accosciate molto verticali, generando una grande forza.

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Risulta quindi chiaro che cercare di imitare i bambini nel loro “baby squat” sia assolutamente inutile dato che le persone adulte, o comunque già in fase di sviluppo, non hanno le loro medesime caratteristiche fisiche, tutt’altro.

Buon allenamento!

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oc

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Referenze

Jürgen Weineck – Biologia dello sport (2005)

PersonalTrainingdot.com – Squat like a BABY??!! (2015)