VO2 max: un breve approfondimento

Avevamo già parlato del VO2max qui ed in un altro vecchio articolo dedicato alla frequenza cardiaca. Come da titolo, torniamo a parlarne per approfondire alcuni aspetti. Buona lettura!

Cenni di fisiologia

Il VO2max, come probabilmente saprete, è un parametro biologico che esprime il volume massimo di ossigeno che un essere umano può consumare nell’unità di tempo per contrazione muscolare. E’ misurabile direttamente tramite cicloergometro o indirettamente con altri test fisici. L’allenamento può migliorarlo di circa il 20-25%.

Plateau del VO2

Il consumo di ossigeno (VO2), nonostante si stia svolgendo un esercizio fisico intenso, ad un certo punto smette di incrementare. Una volta raggiunto un certo valore, il consumo di ossigeno si stabilizza, si ha un plateau. Se questo plateau riesce a mantenersi per un po’ di tempo, vuol dire che quel picco del consumo di ossigeno è il VO2max (grafico sotto).

vo2max

Nei soggetti sedentari, o patologici, è difficile che si raggiunga un effettivo massimo consumo di ossigeno, raramente si ha una stabilizzazione del VO2max.

VO2 di picco

Un altro parametro, magari meno famoso, è il VO2 di picco. A volte, è erroneamente scambiato col massimo consumo di ossigeno ma li differenzia una caratteristica fondamentale: l’assenza del plateau. Il VO2 di picco è infatti il più alto valore di consumo di ossigeno raggiunto durante uno sforzo fisico senza che vi sia una stabilizzazione del consumo di ossigeno. Questo picco, una volta raggiunto, non è mantenuto nel tempo. Esso è solitamente rilevabile sui soggetti patologici o sedentari.

VO2max ≠ VO2 di picco
Livelli standard

Il VO2 è espresso in ml/kg/min o L/min.

Una persona sana, a riposo ha un consumo di circa 0.150-0.250 L/min, ovvero 2.1-3.5 ml/min/Kg. Invece, durante uno sforzo fisico il consumo può superare i 4-5 L/min negli atleti di elevato livello.

I valori riportati sopra, ovviamente, sono indicativi.

 

Grazie per l’attenzione!

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oc

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Referenze

Parodi G. – Medicina dello sport (Dispense Universitarie SUISM)

Cravanzola E. – Allenarsi in base alla frequenza cardiaca (2016)

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