Warrior Diet: Un ritorno al passato che fa crollare i miti moderni sull’alimentazione

Un breve racconto della “Warrior Diet” vissuta sulla pelle di Dario Morello, buona lettura!

Prima ancora che preparatore atletico io sono un fighter, lo sono da sempre e da sempre oltre che combattere con l’avversario, sono in lotta con quel satanico aggeggio quale la bilancia.
A zona, Low Carb, No carb, Iperproteica, Cheto, Metabolica… insomma tranne quella del cetriolo e dell’anguria (tipiche da trafiletto settimanale femminile), le ho davvero provate tutte. Nonostante la diversità di questi regimi alimentari che non condanno completamente, dovevo far fronte sempre a questi grandi problemi :

  • Frustrazione pre pasto;
  • Insoddisfazione post pasto;
  • Annientamento della vita sociale e perdita di serenità.

Come tutti sapete, fare “la dieta” è una cosa davvero penalizzante a livello mentale/sociale. Certo è normale che stiamo parlando di persone che hanno un rapporto “sano” col cibo e non di esaltati mentali che vanno a pollo e insalata pure a Natale. (È una malattia anche quella… l’eccesso fa male in ogni verso esso sia).

Dunque, lo schema alla base di quasi tutti i tipi di regime alimentare è quello del poco ma spesso e di qualità (spesso si fa confusione con l’ipocalorico). E se vi dicessi che un tale Ori Hofmekler afferma che queste sono tutte stronzate?

Questo ricercatore dopo studi biologici e antropologici altro non fa che riadattare lo stile alimentare dei gladiatori/soldati Romani a quello di noi “guerrieri metropolitani”, cercando di esorcizzare il significato che per anni si è dato alla parola digiuno e promuovendone gli svariati effetti benefici.

Ritornando alla mia esperienza, mi avvicino a questa Warrior Diet quando ero sotto Paleo. Nell’ambiente si parlava spesso di digiuno intermittente e di altre forme di protocolli di ricomposizione corporea che includessero ore di “fasting”. Molto scettico ma incuriosito, mi documento e decido subito di provarla.

Questa dieta altro non prevede, per farvela breve, di digiunare durante la giornata (considerando anche le ore di sonno, circa 20 ore) e di effettuare il monopasto nelle 4 ore restanti, possibilmente ad attività terminate.

La struttura del monopasto prevede solo un ordine ed una salutare scelta degli alimenti: verdure crude poi cotte, fonti proteiche possibilmente magre e non raffinate, carboidrati abasso IG e possibilmente integrali e pochi carbo alto IG tipo un dolcino (opzionale). Si smette di mangiare quando si ha più sete che fame.
Ma mangiare tanto la sera fa ingrassare!!! Ma poi mi appesantisco e non dormo!!! Ma se digiuno tutto il giorno non ho le forze che servono!!! Ma se non mangio per 20 ore catabolizzo!!! Ma al massimo si assumono 30g di pro per pasto. QUESTE SONO LE CONVENZIONALI REGOLE CHE CI HANNO FATTO PASSARE COME VERITÀ ASSOLUTA, IN REALTÀ NON È COSI!!

Elencherò ora in modo analitico quello che realmente provocano le ore di “fasting” e di “overeating”.

Digiuno:

  • Attività e reattività promosse dalla stimolazione del SNS. (Mai più abiocco post pasto).
  • Bilancio energetico negativo quindi alta ossidazione lipidica ai fini energetici.
  • Calma insulinica e normalizzazione degli equilibri ormonali.

Sovralimentazione:

  • Attivazione SNP che favorisce il recupero ed il senso di appagamento.
  • Aumento della capacità di assorbimento dei nutrienti (tipico del alternanza digiuno/s.alim.) .
  • Aumento capacità gastrica in base al reale fabbisogno.
  • Regolarizzazione attività intestinale.
  • Rilascio fisiologico di GH.

Come molti di voi, anche io ero piuttosto scettico, ma dal 2012 ad ora sono passati circa 4 anni e non riuscirei più a non mangiare così. I risultati sia nel breve che nel lungo periodo sono fantastici: riduzione bf, ottimizzazione energetica durante la giornata,valori emocromo migliorati e soprattutto eliminazione definitiva della frustrazione da privazione alimentare con conseguenza rinascita della vita sociale anche nei periodi sotto gara.

Provare per credere!

Buon “monopasto” da Dario Morello, pugile professionista in attività e strenght & conditioning coach.

OC 1

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