Quanto è probabile infortunarsi negli sport da combattimento professionistici? Sono più pericolose le arti marziali miste o la boxe? Statisticamente quali sono gli infortuni più probabili?

Discutiamone!

boxing injuries

Cos’è un infortunio?

Un infortunio, in senso medico-sportivo, è un evento che si verifica quando l’atleta è impegnato nell’attività sportiva e subisce un qualsiasi danno alla propria struttura corporea. Per essere un vero e proprio infortunio, questo danno dev’essere tale da influire, negativamente, sulla frequenza o intensità di allenamento (o di partecipazione all’attività sportiva).

Gli infortuni legati allo sport possono essere determinati da eventi acuti oppure cronici. I primi sono dovuti a traumi improvvisi, con sintomi ben evidenti fin da subito (fratture, lussazioni, distorsioni, lesioni muscolari). Invece, quelli cronici, detti anche da sovraccarico, si manifestano dopo un certo periodo di tempo e sono dovuti a ripetute sollecitazioni della struttura in questione con disturbi che si manifestano gradualmente col passare delle settimane o dei mesi.

Danno strutture
Ovviamente gli infortuni possono danneggiare più di una tipologia di tessuto
Passiamo ai dati

Dopo questo noioso inizio, passiamo al piatto forte.

Sul Clinical Journal of Sport Medicine, nel 2016 è stato pubblicato uno studio scientifico [1] condotto su 1731 atleti praticanti sport da combattimento (1181 nelle MMA e 550 nel pugilato). Sono stati raccolti i dati derivanti dagli esami medici post-match fra il 2000 ed il 2013 (incontri svoltisi in Canada).

Cosa è emerso? Mediamente i pugili hanno subito meno infortuni rispetto ai lottatori di MMA (49.8% contro il 59.4%). I lottatori incappavano principalmente in contusioni, mentre i boxeur, a causa dell’alta percentuale di colpi al volto, più di frequente perdevano coscienza (7.1% vs 4.2%) ed avevano gravi danni oculari, fra cui il distacco della retina (1.1% vs 0.3%).

ovidweb
I giorni medi di sospensione dettati dalle commissioni atletiche subito dopo gli incontri di boxe (linee bianche) e di MMA (linee bianche e nere)

Come concludono gli stessi ricercatori (Karpman S. et al.), nelle arti marziali miste ci sono statisticamente più infortuni (differenza non così esagerata), tuttavia quelli a cui vanno incontro i pugili spesso sono più gravi.

Sotto, un po’ di statistiche derivanti dallo studio in questione.

inj.

Ora passiamo ad un lavoro un pochino più recente pubblicato sul British Journal of Sport Medicine, a cura di Loosemore M. et al. [2]. In Gran Bretagna, gli studiosi hanno raccolto dati circa gli infortuni dei pugili dilettanti avvenuti sia durante gli allenamenti che durante i match.

Fra il 2005 ed il 2009 sono stati monitorati 66 pugili, il numero e l’entità degli infortuni sono stati appuntati dallo staff medico e dai fisioterapisti, specificando quando si è verificato l’infortunio (se durante un incontro o durante un allenamento). Il tasso di infortuni è stato calcolato come numero di infortuni ogni 1000 ore.

Risultati? Sia per gli infortuni riscontrati durante le competizioni che gli allenamenti, sia per quelli “nuovi” che pregressi, la parte del corpo maggiormente colpita dagli infortuni è stata quella delle mani. Come del resto era prevedibile.

articolazioni_polso_mano
Articolazioni del polso e della mano (immagine presa da qui)

A parità di ore, vi sono stati più infortuni in allenamento che in gara.

Degli 828 inf./1000h avvenuti in gara, ben 302 riguardavano le mani; del resto, come detto in precedenza, è quella la zona dove più di frequente i boxeurs si infortunano.

Quanto asserito fino ad ora è confermato anche da una review con meta-analisi (alto impatto statistico) presente sul Orthopaedic Journal of Sports Medicine (OJSM) [3], ovvero: lesioni più frequenti nelle MMA e buona incidenza di danni (gravi e non) alla testa ed alle mani nel pugilato.

Altri dati confermano cose già sapute dai più, come la quantità di KO/TKO vari sensibilmente in base alle categorie di peso, età degli atleti, e così via [4].

Conclusioni

Gli sport da combattimento, specie se praticati a livello professionistico, sono tutt’altro che salutari. I traumi sono molti; stress e sovrallenamento sono, ahimè, sempre dietro l’angolo. Test medici e controlli di vario genere hanno migliorato non di poco gli standard di sicurezza per chi combatte su un ring, tatami o gabbia.

Specificato ciò, le eventuali morti causate dalle botte sempre ci sono e sempre ci saranno, bisogna continuare a lavorare affinché queste calino il più possibile. Come? Grazie al lavoro combinato di arbitri competenti, medici, cutman, commissioni atletiche ed istituzioni sportive.

Grazie per l’attenzione!

.

oc

.

L’articolo ti è piaciuto? Seguici su Facebook e Instagram!

.

.

Referenze

[1] Karpman S. et al. – Combative Sports Injuries: An Edmonton Retrospective (2016)

[2] Loosemore M. et al. – Boxing injury epidemiology in the Great Britain team: a 5-year surveillance study of medically diagnosed injury incidence and outcome (2015)

[3] Lystad R. P. et al. – The Epidemiology of Injuries in Mixed Martial Arts: A Systematic Review and Meta-analysis (2014)

[4] Hutchison M. G. et al. – Head Trauma in Mixed Martial Arts (2014)

Thomas R. E. et al. – Systematic review of injuries in mixed martial arts (2018)

Annunci