Basi di endocrinologia (2/3)

La prima parte la potete trovare a questo link. Buona lettura!

Ipofisi

L’ipofisi è una piccolissima ghiandola endocrina di forma ovale (pesa all’incirca mezzo grammo), situata poco sotto l’ipotalamo. Nonostante le ridotte dimensioni ha un ruolo importante perché esercita una funzione di controllo su molte altre cellule endocrine. Inoltre, come già spiegato nel precedente articolo, è in stretta collaborazione con l’ipotalamo. Gli ormoni prodotti dall’ipofisi, vengono suddivisi in due categorie: quelli sintetizzati dal lobo, o parte, anteriore e dal lobo posteriore.

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La parte anteriore è costituita per metà da cellule cromofile, a loro volta distinte in acidofile e basofile. Queste particolari cellule sono formate da ormoni già pronti per essere immessi nel flusso sanguigno. Sono utilizzate per la produzione di ormoni legati al metabolismo ed all’accrescimento di alcuni tessuti. L’altra metà della parte anteriore è formata da cellule cromofobe,  le quali non presentano ormoni “già pronti” per entrare in funzione.

Gli ormoni prodotti dal lobo anteriore dell’ipofisi sono i seguenti (alcuni li conosciamo già):

  • ormone della crescita (GH): interviene nei processi di regolazione della crescita corporea, nel rinnovo dei tessuti e nel metabolismo dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi);
  • ormone adrenocorticotropo (ACTH): controlla la produzione e la secrezione degli ormoni surrenali. La sua azione riguarda principalmente i glucocorticoidi ed i mineralcorticoidi. Favorisce inoltre la scissione dei grassi, la loro liberazione dai depositi e la circolazione sanguigna;
  • ormone tireotropo (TSH): indispensabile per il regolare funzionamento della tiroide;
  • ormone esoftalmizzante (EPH): agisce sui tessuti connettivi;
  • ormone follicolostimolante (FSH): agiscono sulle ghiandole che regolano le funzioni sessuali (ovaie e testicoli), controllando la maturazione e la funzionalità delle gonadi, regolando processi come quello della spermatogenesi e steroidogenesi.

Gli ormoni prodotti invece dal lobo posteriore dell’ipofisi sono:

  • ossitocina: ormone peptidico in grado di stimolare le contrazioni dell’utero durante la gravidanza;
  • ormone antidiuretico (ADH, vasopressina): regola la produzione di urina a livello renale, gioca un ruolo di fondamentale importanza nel contrastare la disidratazione. L’ADH provoca in tutti i vasi sanguigni processi di costrizione che hanno come conseguenza un innalzamento della pressione.

Per essere pignoli, questi due ormoni si formano nelle cellule gangliari di determinati nuclei dell’ipotalamo, il lobo posteriore dell’ipotesi non è altro che un urgano di deposito.

Epifisi (o ghiandola pineale)

Anch’essa è una ghiandola di piccole dimensioni (mezzo centimetro x 10-20 grammi di peso), posizionata al centro del cervello (fig. sotto).

L’epifisi è avvolta in una capsula connettivale formata da cellule gliali, simili a quelle del sistema nervoso centrale, e cellule pinealociti. La ghiandola pineale è collegata con molte altre strutture del SNC. Per esempio, l’epifisi è collegata al chiasma ottico attraverso il nucleo soprachiasmatico e tramite quest’ultimo giungono proprio all’epifisi i segnali luminosi captati dalla retina. Luce e buio, tramite il ritmo circadiano*, regolano le funzioni dell’epifisi/ghiandola pineale.

*un ritmo circadiano è un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore. […] I ritmi circadiani dipendono da un sistema circadiano endogeno, una sorta di complesso “orologio interno” all’organismo che si mantiene sincronizzato con il ciclo naturale del giorno e della notte mediante stimoli naturali come la luce solare e la temperatura ambientale, e anche stimoli di natura sociale (per esempio il pranzo in famiglia sempre alla stessa ora). In assenza di questi stimoli sincronizzatori (per esempio in esperimenti condotti dentro grotte o in appartamenti costruiti apposta) i ritmi continuano ad essere presenti, ma il loro periodo può assestarsi su valori diversi… (da Wikipedia).

In quanto a ormoni, l’epifisi lavora come inibitore, contrastando il rilascio di GH e LH (ormone luteinizzante). Regola inoltre il sonno e i livelli di sodio nel corpo umano.

Tiroide

E’ una ghiandola endocrina situata nel collo, vicino alla trachea. Tramite del tessuto connettivo è infatti fissata a degli anelli tracheali. A seconda del sesso e dell’età della persona, dimensione e peso sono variabili (quest’ultimo è stimato intorno ai 25-30 g negli adulti). La tiroide è ben irrorata di sangue, il quale è ricco di iodio. Nella tiroide si trova circa 1/4 dello iodio totale presente nel corpo  umano (12,5 grammi su 50). Come da illustrazione la forma di questa ghiandola ricorda vagamente quella della lettera H, le cui stanghette verticali ai lati sono dei lobi (destro e sinistro) e quella centrale (orizzontale) l’istmo.

Ormoni tiroidei come la tiroxina e la triiodotironina sono immagazzinati nella tiroidei e vengono ceduti al sangue grazie all’azione di un altro ormone che stimola la tiroide: la tireotropina (TSH), ormone prodotto dall’ipofisi.

La funzione degli ormoni tiroidei è quella di agire sui tessuti, influenzando i processi ossidativi delle cellule e la liberazione di energia. Tiroxina e la triiodotironina agiscono sul metabolismo basale (maggior consumo di energia o produzione di ossigeno), la prima svolge un lavoro a lungo termine, la seconda solo in acuto. Per esempio, un singolo milligrammo (mg) di tiroxina è in grado di innalzare il metabolismo basale del 3% (Buddecke – Grundriss der Biochemie, 1971). Inoltre, gli ormoni tiroidei promuovono l’anabolismo, la glicogenolisi ed aumentano la concentrazione degli acidi grassi nel sangue.

L’influenza della tiroide sul metabolismo è un argomento ampio e complesso, meritevole di approfondimenti futuri, questo è un semplice riassunto generale, l’abc.

Ghiandole paratiroidee

Sono quattro piccole ghiandole situate nella parte posteriore della tiroide. In alcuni rari casi le ghiandole possono essere sei. Il paratormone, uno dei più noti ormoni delle paratiroidi, regola il metabolismo del calcio, provocando un aumento del suo assorbimento nel tratto gastrointestinale e una liberazione di esso dalle ossa. Quest’ultimo processo avviene grazie all’attivazione degli osteoclasti, cellule polinucleate che come funzione fisiologica “distruggono” il tessuto osseo in modo da permettere agli osteoblasti di ripararlo.

Un altro ormone prodotto nelle ghiandole delle paratiroidi è la calcitonina. Essa, stimolando gli osteoblasti, porta ad una maggior mineralizzazione delle ossa.

L’insieme di tutti i meccanismi sopraelencati porta ad un aumento della concentrazione ematica di calcio. E la regolazione di questo contenuto ematico è garantita proprio dal paratormone e dalla calcitonina, i quali lavorano come antagonisti.

Lo scheletro umano funge da riserva per il 99% del calcio, il restante 1% viene preso dal sangue.

Ormoni pancreatici (endocrini)

Il tessuto pancreatico è molto particolare, esso infatti è sia endocrino che esocrino. La funzione esocrina è essenzialmente quella legata al succo pancreatico, liquido riversato nell’intestino al fine di regolare i processi digestivi. Invece la funzione endocrina, che è quella che più ci interessa, riguarda principalmente la produzione di due ormoni: l’insulina ed il glucagone.

Immagine correlata
Rappresentazione del pancreas

L’insulina viene prodotta dalle Isole di Langerhans (cellule beta, β) ed il glucagone nelle cosiddette cellule alfa (α). L’insulina deriva da un suo precursore, la proinsulina. Esistono fondamentalmente due forme di insulina: l’insulina “libera” e quella detta “legata”, quest’ultima è in grado di depositarsi e convertirsi in libera quando necessario. L’insulina è in grado di aumentare la permeabilità delle cellule negli organi insulinodipendenti (muscoli, tessuto adiposo, fegato, nervi). Essa aumenta l’assorbimento degli zuccheri (monosaccaridi), aminoacidi e acidi grassi. E, se il quantitativo di carboidrati presenti nella dieta è sufficiente, favorisce la formazione del glicogeno nei muscoli (muscolare) e nel fegato (epatico). Se diminuisce il contenuto di zucchero nel sangue, l’insulina trasferisce del glicogeno dal fegato alla muscolatura (ciò avviene anche durante la pratica di attività fisica). E’ sempre l’insulina a legarsi al suo recettore, attivando i trasportatori GLUT-4, attraverso i quali il glucosio può entrare nelle cellule (compresi gli adipociti, lì il glucosio viene convertito in grasso*). Oltre a quanto già detto, l’insulina interviene anche sul metabolismo proteico, favorendo la biosintesi delle proteine degli aminoacidi.

*questo processo, più raro di quel che si crede, è detto De novo lipogenesi (DNL) e avviene principalmente dopo grandi eccessi calorici.

Ulteriori approfondimenti sull’insulina li trovate nel video riportato sotto.

Riguardo invece al glucagone, prodotto dalle cellule α,  favorisce la scissione del glicogeno epatico, liberando quindi il glucosio. Il glucagone è a tutti gli effetti un antagonista dell’ormone insulina.

Altro ormone pancreatico, anche se un po’ meno importante degli altri è la gastrina, prodotta nelle cellule gamma (γ), questa è in grado di stimolare la produzione di acido cloridrico grazie all’eccitazione delle cellule parietali (presenti nella muscolatura del fondo dello stomaco).

 

Prossimamente in arrivo la terza ed ultima parte.

Grazie per l’attenzione!

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oc

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Referenze

Weineck J. – Biologia dello sport (2013)

Lenzi A. e coll. – Endocrinologia e attività motorie (2008)

Urso A. – Le basi dell’allenamento sportivo (2012)

Cravanzola E. – Idratazione per lo sport: salute e performance (2016)

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