Da molti anni a questa parte è nota un po’ a tutti, almeno si spera, la grandissima importanza delle calorie nell’alimentazione, indipendentemente dagli obiettivi dei singoli (aumento del peso, dimagrimento o mantenimento).

In questo articolo torneremo a parlare di diete e calorie rifacendoci ad una delle più note meta-analisi presenti ad oggi in letteratura scientifica. Buona lettura!

Introduzione

Nell’ambiente del fitness – e non solo – girano da decenni diete di ogni tipo. Molte di queste sono protocolli alimentari che vengono riproposti da pubblicità e tornano di moda ogni tot di anni.

Ma qual è il “segreto” che si cela dietro alla perdita di peso? Come risaputo dagli addetti ai lavori, per perdere peso, salvo casi patologici, quello che serve è il deficit calorico! Ovvero non rispettare il fabbisogno energetico individuale, impostare una dieta ipocalorica mangiando meno e/o bruciando di più (attività fisica).

Il total daily energy expenditure (TDEE) di Pinco Pallino è di 2500 kcal? Bene, allora per perdere peso egli dovrà assumere per qualche tempo (numerose settimane o mesi) meno di quel quantitativo (es. 2200 kcal/dì).

Comparison of weight loss among named diet programs in overweight and obese adults: a meta-analysis

Un importante studio pubblicato qualche anno fa su The Journal of the American Medical Association [1] ha preso in esame oltre 50 studi scientifici, i quali avevano alcune cosa in comune. Quali? Le persone studiate dovevano essere almeno maggiorenni (≥18), essere sovrappeso oppure obese (indice di massa corporea, IBM, di 25-29 per le prime e ≥30 per le seconde) ed aver seguito una dieta per almeno 3 mesi di tempo.

Le diete sono state suddivise in base agli approcci che proponevano circa i quantitativi di macronutrienti da assumere giornalmente (vedere figura sotto).

A questo link potete trovare l’elenco completo delle diete.

Risultati e discussione

Andando dritti al punto, sigle commerciali a parte, la comparazione dei 48 studi (trial randomizzati) presi in considerazione – in totale 7286 pazienti con un’età media di 45,7 anni, peso medio di 94,1 kg e una BMI di 33,7 – ha fatto emergere alcuni fatti interessanti. Quali? Le diete a basso contenuto di grassi e carboidrati si sono rivelate essere ottime in quanto a perdita di peso (la durata media del regime alimentare è stata di 6 mesi). Come riportano gli stessi ricercatori: «These findings support recent recommendations for weight loss in that most calorie-reducing diets result in clinically important weight loss as long as the diet is maintained», inoltre: «…the ideal diet is the one that is best adhered to by individuals so that they can stay on the diet as long as possible».

Ovviamente per questioni di soggettività ci sono stati pazienti che hanno tratto maggior benefici (+ peso perso) da un approccio alimentare in particolare e altri peggiori ( – peso perso), ma nulla di statisticamente trascendentale. Come spesso accade entro i primi 6 mesi si è verificata la perdita di peso più significativa, la quale è fortemente rallentata nel periodo compreso fra i 6 e i 12 mesi.

«Our findings suggest that patients may choose […] the diet that gives them the least challenges with adherence».

Conclusione

Come gli addetti ai lavori già sanno, la risposta al quesito posto nel titolo è sì. Tutte le diete possono portare a perdere peso e dimagrire (calo della massa grassa), a patto che ci sia un deficit calorico e si monitorino su un periodo medio-lungo le calorie ingerite.

Per questioni di salute ed efficienza fisica è consigliabile svolgere attività fisica, aerobica e/o anaerobica, oltre a curare il proprio regime alimentare.

Grazie per l’attenzione e buona dieta!

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Referenze

[1] Bradley C. Johnston et al. – Comparison of Weight Loss Among Named Diet Programs in Overweight and Obese Adults. A Meta-analysis (2014)

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